Pappardelle al ragù di piccione

venerdì, settembre 28, 2012


Lo so che se dico piccione, pensate subito a quei volatili estremamente fastidiosi che riempiono le piazze, lasciano “ricordini” sui davanzali delle vostre finestre e se non state attenti, anche sui vostri vestiti (si, purtroppo a me è successo anche questo…). Oltre a tutto questo però, a me vengono in mente anche i pranzi a casa dei miei nonni. Come in ogni casa di contadini, in casa Poli si consuma ciò che si produce: i pomodori dell’orto, i cocomeri che come li fa il mio nonno non li fa nessuno (cit.) e ovviamente polli, conigli e piccioni. E vi assicuro che quest’ultimi non hanno proprio niente a che vedere con gli odiati pennuti dai quali è bene stare alla larga! La carne del piccione è piuttosto magra, per questo se cucinata arrosto è necessario stare molto attenti alla cottura, altrimenti si rischia di ritrovarsi nel piatto un’aletta rattrappita e un petto secco e triste. Per questo, io preferisco di gran lunga prepararci il sugo, con cui condire delle tagliatelle o dei pici. Anche chi di solito storce il naso di fronte alla parola piccione, davanti ad un piatto del genere di solito si ricrede. La ricetta è super collaudata ed è stata presa e poi modificata dalla collana "La buona cucina" Curcio, una serie di ricettari divisi per tema di fine anni 70, che fanno parte della biblioteca culinaria di mia mamma. 
Penso sia un piatto tipico della toscana e dell’umbria, tanto che il ricettario le chiama "pappardelle alla senese", ma sarei curiosa di sapere se anche in altre regioni il piccione è altrettanto utilizzato in cucina.  


Pappardelle al ragù di piccione

Ingredienti

Per il sugo:
2 piccioni piccoli
750ml di pomodoro
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
qualche foglia di salvia
1 bicchiere di vino rosso
olio, sale e pepe

Per la pasta:
500g di farina 00
5 uova
1 cucchiaio di olio

Preparate la pasta fresca secondo le indicazioni date qui, poi ricavate dalla sfoglia le pappardelle, che disporrete ad asciugare su una spianatoia.
Per il sugo, tritate la costa di sedano, la cipolla e la carota; mettete il trito in una padella con l'olio e fata soffriggere. Unite i pezzi del piccione già pulito al soffritto, fateli colorire e bagnateli con il vino. Non appena questo sarà evaporato, aggiungete il passato di pomodoro. Salate, pepate e fate cuocere per circa un'ora. Quando il piccione è cotto, toglietelo dal sugo, disossatelo e tritatelo grossolanamente (io lo trito con la mezzaluna). Rimettete i pezzi tritati nel sugo e fate riprendere il bollore dolcemente per una decina di minuti. Cuocete le pappardelle in acqua salata, dopodiché condite con il sugo di piccione.
Al soffritto se volete potete aggiungere anche un po' di prosciutto tagliato a dadini.



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6 commenti

  1. Per gli ingredienti freschi non avrei problemi.... mi basterbbe uscire di casa, ho piccioni che beccano i semi nel mio giardino, sembrano in forma e in buona salute. Scherzo eh! dovrei poi avere il coraggio di farlo fuori! No No non è cosa. Però si anche da noi il piccione nel pèiatto non è comunissimo ma si trova in tanti ristoranti soprattutto il risotto o ripieno mi pare. Nel ragù, tanto per iniziare ad assaggiarlo sarebbe l'ideale. Complimenti alle foto sono stupende...come sempre.
    Anch'io sbircio sempre nei vecchi libri e giornali di cucina di mia madre e trovo sempre qualche spunto interessante.
    Ciao e buona giornata

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    1. Ripieno non l'ho mai provato!!Solo arrosto, oppure nella ricetta che abbiamo postato.Mia madre ha un sacco di fascicoli e libri di cucina, spesso le ricette sono un po' passate, ma ogni tanto ci trovo qualcosa di interessante!!

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  2. I piccioni si trovano in molte ricette del senese, ma anche dalle nostre parti ogni tanto li ricordo nei menu dei ristoranti. Penso di averli cucinati una o due volte soltanto, ma é un peccato! Buon week end, Simo!

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    1. Infatti, anche sbirciando i vari blog, mi sono accorta che non è un animale molto cucinato!

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  3. sicuramente un primo particolare, proprio per questo da provare, un abbraccio SILVIA

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