31.10.14

Tortilla di patate


Ho fatto pace con la Spagna. Le mie esperienze spagnole possono essere ricollegate solamente alla gita di quinta liceo, a Barcellona, ai suoi dintorni e a poco più; forse proprio per questo ero fermamente convinta che tra me e questo paese non ci fosse un gran feeling. Ho fatto pace con la Spagna e ho scoperto Saragozza, dove ho trascorso un fine settimana a giugno in visita ad un amico. Un fine settimana denso, straripante di cose fatte, viste, provate, così tante che ancora mi chiedo come hanno fatto tante emozioni ad accavallarsi tutte insieme in un così breve lasso di tempo. Quattro giorni pieni di tapas e birrette. Un giro in bici che temevo mi avrebbe messo KO e che invece mi ha fatto innamorare di questa nuova andatura di viaggio. La basilica del Pilar vista dal lungo fiume. La compagnia perfetta


La scoperta che la tortilla di patate non è una semplice frittata e da qui la voglia di riprovarla una volta a casa. La ricetta è rigorosamente made in Spain. Di ritorno dalla mini vacanza avevo provato subito a rifarla, ma la ricetta prescelta non mi aveva particolarmente entusiasmato, troppo asciutta, probabilmente a causa del quantitativo di uova utilizzate in rapporto alle patate. Così ho deciso di affidarmi a chi in Spagna ha vissuto per un po’. Non mi sbagliavo, la tortilla è riuscita al primo colpo. Avrei dovuto utilizzare una padella con diametro ancora più piccolo in modo tale da ottenere una tortilla più simile in termini di altezza a quelle assaggiate in terra spagnola. La ricetta originale prevedeva una maggiore quantità di cipolle, non avendo però la certezza che potesse piacere a tutte le persone che l’avrebbero assaggiata, abbiamo notevolmente diminuito la dose. Se ve la sentite di osare di più, tra gli ingredienti della tortilla troverete anche la quantità originale di cipolla. Altro ingrediente che potrebbe essere aggiunto alla tortilla di patate è il peperone verde, anche per questo vale la regola della cipolla, provate ad aggiungerlo, la vostra tortilla risulterà ancora più saporita.
   




28.10.14

Budini di rape bianche con salsa verde


Quando ogni settimana varco la porta del mio fruttivendolo, alla vista delle buste di plastica appese vicino alle cassette di frutta e verdura mi scappa sempre un sorriso. Mi ritorna alla mente il mio nonno intento ad intrattenere i clienti e più spesso gli amici che passavano a fargli visita nel suo negozio di frutta e verdura. Appoggiato su una sedia c’era sempre una copia di “il trotto” uno dei suoi argomenti preferiti. Davanti al bancone un sacco enorme pieno di noci, all’interno del quale ogni volta tentavo la fortuna cercando la noce tripartita. Mi ricordo il nonno e lo zio elogiare una certa qualità di arance, offrirne uno spicchio al cliente affinché potesse toccare con mano la bontà dei loro prodotti. Quando venne introdotto l’uso del self service anche all’interno di questi piccoli negozi, il nonno era fortemente contrario, gli piaceva parlare con la gente, consigliarla ed essere lui stesso ad imbustare le cose che vendeva. Così a mia volta, nipote fiera di un ex-fruttivendolo, non ho mai ceduto alla tentazione di usare quei sacchetti e di servirmi da sola come normalmente farei al supermercato. Mi faccio guidare nelle scelte, faccio domande e mi lascio incuriosire dalle novità. L’ultima volta ho notato rape bianche e non ho potuto fare a meno di comprarne un paio per assaggiarle. Non si trovano molto spesso nella mia zona e non fanno parte della cucina della mia famiglia, così mi sono affidata ad una ricetta sicura per iniziare a prendere un po’ di confidenza con questo ortaggio. Si tratta dei budini salati proposti per una gara passata dell’mtc, insomma una sicurezza, già provati in precedenza con altre verdure.


22.10.14

Lasagna alla zucca con nocciole e porcini


Sua Maestà “La lasagna”, così Sabrina ha presentato la ricetta per la sfida di questo mese dell’MTChallenge. La curiosità che ci assale i primi giorni del mese, viene costantemente ripagata da grandi scelte e grandi prove in cui cimentarsi. Stavolta è toccato a sua maestà “La lasagna”, da eseguire a mano, compresa la sfoglia, per essere chiari. Sembra banale ripeterlo, ma ogni mese questa sfida ci insegna qualcosa, ci permette di sperimentare, ma soprattutto riesce a stupirci. La lasagna è per me il cibo della festa, regina indiscussa di pranzi importanti, solo i crostini neri chiamano le feste più delle lasagne.  
Mia mamma qualche mese fa mi ha confessato di aver sempre considerato le sue lasagne uno dei suoi cavalli di battaglia, la ricetta sicura che metteva tutti d’accordo, che non tradiva mai e che faceva sempre la sua gran figura sulla tavola apparecchiata. Al termine di questa confessione ha aggiunto “o almeno, pensavo fosse il mio piatto forte fino a questo Natale, quando le ha fatte Chiara”. Il babbo infatti ha elogiato, come mai gli avevo sentito fare, quelle della figlia maggiore. La lasagne di Chiara erano esattamente quelle di mia madre, che alterna il ragù al sugo di pomodoro semplice. La differenza tra le due era solo nella generosità del condimento con cui Chiara aveva alternato gli strati.
La lasagna che abbiamo assemblato per questa sfida è liberamente inspirata alla stagione attuale, ai frutti della terra di ottobre. In realtà nelle nostre menti ce n’erano anche altre, alcune anche più ardite, che non hanno avuto il tempo di vedere la luce perché i colori dell’autunno hanno avuto la meglio. Come del resto capita sempre, visto che questo piatto le volte in cui è in casa lo si varia in base alle stagioni, in modo incondizionato e totale, con grandi soddisfazioni per palato e commensali. Quindi eccoli, gli ingredienti per questo piatto: zucca-funghi-nocciole, che più ottobre di così non si può.


17.10.14

Insalata con lenticchie e zucca


Due domeniche fa abbiamo festeggiato un evento speciale, il compleanno del nonno materno e la nonna ne ha approfittato per riunire tutta la famiglia. Cinque cugine (ed un cugino) che da piccole si giuravano fedeltà eterna, sognavano di vivere in una casa tutte insieme e fondavano club segretissimi, che però adesso purtroppo si vedono poche volte l’anno. Queste rare occasioni quindi hanno sempre un sapore di festa, un’atmosfera natalizia anche se dicembre è ancora lontano. Stavolta in realtà erano tante le cose da festeggiare: il nonno, il compleanno della cugina e una nuova vita in arrivo.
In queste situazioni si mangia tanto e bene. Sulla lunga tavola che chiama a raccolta tre generazioni, ci sono piatti che non mancano mai: i crostini di carne, le lasagne e il magro con le patate arrosto. Piatti semplici e tradizionali.
Il pranzo festoso è terminato nel primo pomeriggio (neanche fosse un matrimonio) e dopo il caffè le conversazioni si sono spostate dalla sala da pranzo al giardino davanti casa. La giornata si è poi conclusa con una foto ricordo degna di una famiglia americana.
Dopo questa bella giornata, la sera a cena la fame era veramente poca e così ne ho approfittato per preparare una ricetta non ricetta e finire la zucca che era stata utilizzata per le girelle. Un’insalata tiepida e autunnale, che nel mio caso è diventata un piatto unico.
La qualità ideale per questo tipo di ricetta è la butternut perché poco acquosa e quindi adatta ad essere cotta in forno. Durante la cottura si ammorbidisce senza però perdere consistenza.

La zucca è stata condita con l’harissa che è una salsa di origine tunisina a base di peperoncino e spezie (aglio, cumino, coriandolo), se non l’avete a disposizione potreste sostituirla con del peperoncino e del cumino in polvere. 


14.10.14

Apple butter


Sfogliando le pagine virtuali di questo blog ci siamo rese conto di una grave mancanza. La regina per eccellenza di tutte le torte casalinghe non è mai stata presa troppo in considerazione dalle due sorelle Calugi. Non per fare da scaricabarile, ma io so benissimo di chi è la colpa, la piccoletta ha sempre messo un po’ troppi paletti: cotta no, pezzi troppo grossi nemmeno, la cannella non mi piace. Così nostra signora “la mela” è stata sempre piuttosto ignorata da questa cucina. Dal mio canto, nella battaglia di rivalutazione della mela in casa della cucina spontanea, ho cercato ogni tipo di stratagemma per fregare la sorella. Ho grattugiato le mele e le ho nascoste in una torta, ho richiesto espressamente la torta di mele come dolce di compleanno e ho fatto dei fagottini dal ripieno a sorpresa. L’ultimo di questa lunga serie è  questa ricetta qua. L’apple butter è una specie di marmellata di mele, molto diffusa in Olanda e in Germania. In questa composta non è presente il burro e il termine si riferisce solamente alla consistenza che questa acquista con la cottura prolungata e l’uso di spalmarla sul pane abbrustolito. Esiste anche una versione belga chiamata “sirop de Liège”, nella quale alle mele vengono aggiunte anche le pere. Speziata solitamente con cannella e noce moscata, ma esistono molte versioni dove sono presenti anche la vaniglia o il cardamomo.
Lo stratagemma è riuscito, è piaciuta anche alla sorella che si è portata a casa un barattolino di questa composta dolce e speziata.