giovedì 23 maggio 2013

La taieddhra riso patate e cozze di Cristian



Cucino taieddhre, preparo taralli con avanzi di pasta madre, termino i pasti con il caffè leccese e un'intorchiata. Tutto questo per far finta di essere in Puglia. È più o meno 7 anni che vorrei trascorrerci le vacanze e per la precisione da quando vedo arrivare a casa dei miei suoceri cassette piene di frutta e verdura, taralli, dolcetti e marmellate che vanno letteralmente a ruba. Le foto di una vacanza di Marta in Salento e i miei cinque giorni a Lecce per una conferenza mi hanno dato il colpo di grazia definitivo. Così ogni anno all’approssimarsi dell’estate, con fare disinvolto, butto lì la mia idea di vacanza e il mio itinerario ideale: visitina del paese della suocera, un po’ di mare, buon cibo, sagre di paese e qualche notte della taranta. Così potrei addirittura mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti al corso di balli popolari, seguito ormai secoli fa. Anche le scuse però non cambiano mai: il viaggio è troppo lungo, quest’anno di vacanze proprio non se ne parla e così via. Io però, continuo ad immaginarmi in viaggio verso sud, su spiagge caraibiche e (ovviamente) anche a tavola ad assaggiare la taieddhra riso patate e cozze.
La ricetta dell’MTC di questo mese quindi, come avrete ben capito, non ha fatto altro che aumentare la mia curiosità verso questa terra. Ho raccolto subito la sfida di Christian, preparando una taieddhra tradizionale, visto che non l’avevo mai mangiata. Volendo seguire alla lettera la sua preparazione ho anche cercato di aprire le cozze da crude, in modo da recuperare la loro acqua. Le cozze però, sono una delle poche cose (se non l’unica!) che non amo particolarmente e alla fine hanno vinto loro. Dopo le prime, guardando il sacchetto ancora pieno, mi sono arresa e le ho aperte in maniera tradizionale.

martedì 21 maggio 2013

Mezzelune agli agretti e il nostro nuovo modello


Abbiamo cambiato modello. Dopo essere stata bollata come indisciplinata e frettolosa dalla fotografa di casa, mi sono decisa a fare un piccolo casting casalingo e cercare delle nuove mani da fotografare. Ho riunito un gruppetto di familiari, amici, passanti...li ho numerati e ho detto loro di aspettare il proprio turno. Mi sono distratta un attimo ed erano già tutti spariti. Qualcuno se l'è subito svignata adducendo improbabili scuse, il babbo ha borbottato qualcosa tra i denti e la nonna impaurita dalla macchina fotografica si è subito ritirata nelle sue stanze. Così le mie ambizioni di talent scout sono fallite prima ancora di essere iniziate. Alla fine ho dovuto corrompere il fratello: qualche foto in cambio di un paio di partite a quizcross (ultimo tormentone del momento). Il ragazzo però, mentre la macchina scattava, ha iniziato a divertirsi, inventandosi set improbabili e pose da contorsionista. Al termine della sessione di foto, avevamo acquistato non solo un nuovo modello, ma anche un nuovo manager (perché si dice che i blog seri ne abbiano bisogno). Il nostro nuovo modello/manager necessita però di qualche ripetizione in fatto di cibo. Potete chiamarli agretti, barbe di frate, erbette negus, lischi..usate il nome che più vi piace, ma non fate come lui, non chiamateli fili d’erba.

giovedì 16 maggio 2013

Victoria sponge

Le chiamano le “chiarate”: situazioni tragi-comiche in cui sono allo stesso tempo artefice e vittima della mia stessa sfiga.
Il fine settimana appena trascorso è stato costellato da chiarate. Ho comprato, come regalo di compleanno per un’amica, un fermaporte convinta si trattasse di un ferma libri. Errore che non sarebbe da considerarsi tale se l'amica in questione non abitasse in un monolocale, dove l'unica porta è quella del bagno. Visto che mi ero fatta sfuggire la dicitura "doorman" incisa sul presunto ferma libri, avevo deciso di rimediare accompagnando lo sfortunato acquisto con dei biscotti personalizzati, usati a mo’ di bigliettino d’auguri. Biscotti che, una volta tolti dal forno, avevano acquisito un simpatico colore marroncino che li rendeva impresentabili. Dopo aver inanellato una serie di "chiarate", la voglia di mettersi nuovamente ai fornelli era pari a zero, il momento era di quelli zitta e buona in un angolo per non rischiare di combinare altri guai. Le fragole però dovevano essere utilizzate, sapevo che il giorno seguente una tavolata di parentado avrebbe gradito un dolce e così un po’ di malavoglia (spronata dalla mia fida compagna di avventure) mi sono cimentata in una Victoria sponge. Questo dolce, che deve il suo nome alla regina Vittoria, ha come base un impasto quattro quarti e viene solitamente riempita con marmellata di fragole o di lamponi e panna. La ricetta tradizionale prevede la cottura di due differenti dischi di pasta che poi vengono assemblati insieme, io per praticità non mi sono attenuta alla ricetta originale e ho fatto una singola torta che poi ho diviso a metà.

giovedì 9 maggio 2013

Crocchette di quinoa


Ho rivelato alla mia mamma che la quinoa non è un cereale. E’ stato necessario ripeterlo due volte, perché voleva essere ben sicura di poter mangiare sia una fetta di pane che la quinoa durante lo stesso pasto. Si, si può perché è una pianta erbacea che niente ha a che fare con il grano se non per il modo in cui può essere cucinata. A questa scoperta ne sono seguite altre, altrettanto sorprendenti, che hanno trasformato (almeno a casa nostra) la quinoa in una panacea contro ogni acciacco e chiletto in più. I piatti tradizionali sono così stati rivisitati per assecondare la nuova fissa della padrona di casa: la pasta con pesce e pomodorini di qualche settimana è diventata quinoa con pesce e pomodorini e così via. Perfino gli zii, che durante un pranzo hanno potuto assaggiare un antipasto a base di quinoa, sono stati indottrinati sugli effetti benefici di questi chicchi “prodigiosi”.  Dopo questa piccola premessa non vi sarà difficile intuire che nelle ultime settimane abbiamo sperimentato varie ricette a base di questo ingrediente. Le crocchette con le fave e pecorino sono tra gli esperimenti meglio riusciti, ma questo non significa che non possiate variare. Potete usare anche altri tipi di verdura come zucchine e carote, oppure aggiungere delle spezie. Insomma, si prestano a tante modifiche, provate a reinventarle un po' come più vi piace. Il consiglio del giorno quindi è quello di mettervi in casa un bel pacco di quinoa e far piovere crocchette come se non ci fosse un domani.

martedì 7 maggio 2013

Pici borragine e vongole


La nostra predilezione per questo tipo di ricette ormai l’avrete capita. Le erbe di campo sono finite più di una volta nei nostri piatti e per questo avevamo ormai deciso di rimandare ulteriori variazioni sul tema. Ma quando le ricette nascono così non possono non essere condivise.
L’euforia dell’esser passata da un cellulare risalente all’epoca della preistoria (ma di quelli proprio vintage in bianco e nero, eh!) ad uno stilosissimo iPhone ultimo modello mi ha portato ad un uso sconsiderato dello stesso e di tutte le sue varie applicazioni. Vado in giro spacciandomi per un istagramer seguitissima, applico filtri come se non ci fosse un domani, ma sopratutto faccio un uso sconsiderato di whatsApp. Come i bimbi piccoli alla scoperta di un nuovo gioco, mi diverto a mandare messaggi inutili e ad avvertire immediatamente il mio interlocutore su ciò che mi passa per la testa in quel preciso momento. Così, non appena ho visto il contest di Ambra del Gatto Ghiotto mi sono sentita subito in dovere di avvertire la mia compagna di merende. Ovviamente, con un messaggio su whatsApp. Scambi di messaggi forsennati hanno portato più o meno 4 o 5 ore dopo a delineare la ricetta definitiva. L’abbinamento proposto ha subito incontrato il favore della mia socia (sottolineato da faccine sorridenti e pollici all’insù), mentre per il tipo di pasta da abbinarci la cosa è andata un po’ per le lunghe. Un iniziale risotto è stato trasformato prima in malfatti, poi in maltagliati ed infine in farfallacce (secondo Marta, dicesi farfallacce delle farfalle venute male). Un botta e risposta, accompagnato da critiche e osservazioni da ambo le parti ha fatto ricadere la scelta sui pici proposti dalla socia. Questi pici integrali, accompagnati da un sugo di borragine e vongole, quindi altro non sono che la sintesi delle idee e osservazioni uscite dalle menti di entrambe.