4.9.15

Risotto al mojito e gamberi


Memorandum per la mia vita futura: resistere all’impulso di accumulare cianfrusaglie.
Sono sopravvissuta ad una settimana di straordinario riordino. Causa tinteggiatura della mia camera da letto, ho dovuto spostare innumerevoli oggetti. Se sgombrare una sola camera vi sembra un lavoro da poco, state commettendo (leggasi ho commesso) un errore di valutazione: la mia camera infatti si è rivelata un’enorme scatola cinese.
Se il caos che ha regnato sovrano in questi giorni vi sembra ancora una cosa da poco, ciò che è riaffiorato dal riordino è stato il vero dramma. Dalle scatole cinesi sono riemersi improbabili foglietti/biglietti di mezzi pubblici/compilation di dubbio gusto e oggetti vari di un adolescenza idiota. Tendo all'accumulo, tendo a voler conservare tutto "per ricordo" e mai come in questi giorni me ne sono resa conto. Oltre alla quantità di cose, ciò che fa sorridere è quello che queste raccontano. Resti della mia adolescenza tutto sommato comici.
Sono riuscita a fare pulizia di molti oggetti che avrebbero dovuto ricordare chissà cosa e che adesso sono quello che sono: come la manina di plastica appiccicosa che si trovava un tempo nelle patatine. Il perché l'ho conservata  ad oggi è un mistero, il ricordo si è sbiadito, segno che non era poi così importante. La mia amica, a cui mandavo foto dei ritrovamenti, ha catalogato il riordinare come “un’esperienza". Ditemi vi prego che non sono la sola. Ditemi che vi è capitato di rivedervi più frivoli e “ggiovani” di quel che allora credevate.
Nonostante tutto questo caos, sono pure riuscita a cucinare. Se questa lunga estate caldissima ha richiesto solo mojito ghiacciati, questi giorni si sono rivelati perfetti per mojito di altro tipo: come quello che abbiamo messo nel risotto. Menta, rum e gamberoni che si combinano perfettamente per dare un gusto particolare e fresco al piatto. Una nota importante: se disponete di una menta molto profumata, procedete per gradi nell’inserirla. Il rischio di metterne troppa è sempre in agguato, ne bastano davvero poche foglioline.


1.9.15

Clafoutis di pesche e timo


Prima che l'estate finisca. Prima che le pesche diventino introvabili sui banchi del mercato questo dolce andava fatto. Un clafoutis alle pesche e timo, dolce che si prepara in poco tempo ma che fa la sua figura.
Prima che l’estate finisca, capita anche di organizzare cene per accompagnare la visione di un filmone fine anni '90 che non si può non aver visto. Anche se non si può considerare un capolavoro del cinema, Bruce Willis che salva il mondo sulle note degli Aerosmith (e qui ho già detto tutto!), non può mancare nel proprio repertorio cinematografico. Così per rimediare “all’incredibile” lacuna di alcuni amici, ci siamo ritrovati a vederlo in una di queste calde sere.
Ed ecco come si è presentata anche l’occasione giusta per provare il clafoutis: in una sera d’estate con gli occhi incollati alla tv.
Il procedimento è banale, ed è quello che avevamo usato per i clafoutis salati (qui e qui), non ho aggiunto zucchero, quindi dovrete scegliere pesche ancora dolci, in caso contrario se amate i dessert molto dolci vi consiglio di aggiungere un cucchiaio di zucchero a velo.



26.8.15

Pomodori al forno e la Borgogna su due ruote


Le vacanze sono ormai terminate da una decina di giorni, l’abbronzatura da ciclista sta lentamente scomparendo e in piena fase nostalgica, la sera sorseggio kir facendo finta di essere ancora sulle strade di Francia.
Dopo il successo dell’anno scorso, infatti, anche quest’anno le mie vacanze sono state su due ruote. La scelta è ricaduta sulla Borgogna, regione settentrionale della Francia famosa per i vini, la senape di Digione e i suoi magnifici paesaggi. 

La campagna intorno a Clamecy

In dieci giorni abbiamo attraversato i vari dipartimenti in cui è suddivisa, toccando le città principali e tanti altri minuscoli paesini, per un totale di 700km percorsi solamente con l’aiuto delle nostre biciclette. Abbiamo attraversato distese di vigneti nella zona di Chablis e di Beaune e pedalato lungo i canali che percorrono tutta la regione.

Le pont canal sulla Loira

La prima tappa ci ha visto ripercorrere la “Voie verte una vecchia linea ferroviaria riconvertita a pista ciclabile. Immersa in una natura rigogliosa e selvaggia e punteggiata da piccole stazioncine dismesse, questa ciclabile presenta la galleria ciclabile più lungo d’europa che una volta intrapreso sembra non finire mai (1,6 km).
Le tappe successive sono state tutte a filo dell’acqua, lungo il canal du Centre, du Nivernais e de Borgogne, in compagnia di pescatori, battelli e tanti altri cicloturisti.    

Auxerre


Tanti i paesi attraversati, alcuni semplici agglomerati di case, altri più caratteristici come il paese termale di Bourbon Lancy, Paray Le Monial, il minuscolo Chatillon en Baxois, la cittadina di Auxerre. La vacanza si è conclusa a Digione, capoluogo della regione, che ci ha affascinati con l’imponente Palazzo degli stati e dei duchi di Borgogna, le sue dimore storiche e i suoi tetti colorati.
Bella questa parte di Francia, un po’ meno i francesi, a parer mio non molto ospitali.
Sul lato culinario ho fatto incetta di qualsiasi prodotto esposto nelle loro meravigliose boulangerie, ho assaggiato le loro escargot, mi sono ripromessa di provare a fare il pain d’epices assaggiato a Digione e sono tornata a casa con una bottiglia di creme de cassis per affrontare meglio il rientro.
Se siete curiosi, qua potete trovare un po’ di foto del nostro viaggio, mentre di seguito vi lascio una ricetta scema da rientroProvatela adesso che le temperature si sono leggermente abbassate, ma è possibile trovare ancora dei pomodori buoni e saporiti. Ultimo consiglio: abbondate con le dosi, sembrano patatine vista la velocità con cui spariscono dai piatti!   


30.7.15

15 minuti in cucina: pesche grigliate ripiene



Per salutarvi ci sembrava opportuno lasciarvi un dolce, da prepararsi velocemente, ma non per questo meno buono.
Ce ne andiamo in vacanzaLe pagine di questo blog come di consueto nel mese di agosto non verranno riempite. Ci serve almeno un mese all’anno per riempirci gli occhi di altro, per rivedersi a settembre con maggiore entusiasmo.
Durante queste vacanze troverete: Chiara pedalare in Borgogna e la sottoscritta stesa sotto il sole lungo la costa toscana. Se siete curiosi di sapere come trascorreremo i nostri giorni di libertà, prima che arrivi il resoconto settembrino, potete seguirci su facebook e su instagram che, connessioni permettendo, aggiorneremo con le nostre #cartolinespontanee.
Voi come trascorrete le vacanze?
Oltre a prendere il sole, io nel periodo vacanziero solitamente metto in ponte tutto ciò che durante l’anno ho erroneamente rimandato. Quest’anno credo che stilerò pure una lista dettagliata, per non sprecare il tempo, ho pure fatto il “foglio” adatto (lo trovate qui).
Nella lista delle vostre cose da fare vi consiglio di inserire questo dessert, si prepara in 15 minuti e scompare magicamente una volta portato in tavola. Queste pesche mi hanno fatto scoprire che sono pure un'amante degli amaretti, cosa che mai avrei sospettato. Li ho tenuti a distanza per anni, mangiati mal volentieri e solo rarissime volte, però devo ammettere che con le pesche sono davvero buoni. D’altronde  se pesche e amaretti vanno a braccetto nella cucina piemontese un motivo ci sarà.





28.7.15

Bruschette di peperoni


Quando la scorsa settimana mi sono avvicinata al reparto riviste del supermercato qualcuno ha iniziato a sbeffeggiarmi. Quando poi ho espresso ad alta voce la mia “necessità” di comprare una rivista di cucina, lo sbeffeggiamento è diventato ancora più plateale. Al mio “ho bisogno di un giornale di cucina” mi è stato fatto notare che al massimo dopo un periodo d’oblio, l’avrei utilizzato come zeppa per il tavolo traballante o come soprammobile. Mossa dai sensi di colpa, ma ben lontana dal rinunciare al mio acquisto, mi sono avventata su di un giornaletto di poco prezzo. Sono seguiti risolini sotto i baffi e commenti vari sull’inutilità del mio acquisto.

La rivista in questione invece, si è rivelata niente male con qualche ricetta sfiziosa e degna di nota. Per dare una lezione a quel brontolone del Marcus, ho voluto provare subito una di queste ricette, cosa che a dire il vero non succede mai. Il piatto preparato sono delle bruschette fatte con i peperoni arrostiti che al loro interno racchiudono della mozzarella ed un trito saporito di capperi e alici. Non avevo a disposizione tutti gli ingredienti richiesti e mi sono arrangiata con quello che già avevo in casa, visto che la ricetta originale prevedeva anche l’utilizzo delle olive, per arricchire ulteriormente questo trito. Vi assicuro che vengono buoni ugualmente. I peperoni preparati in questo modo, nel nostro caso sono stati adagiati su di una fetta di pane abbrustolita, ma potrebbero essere preparati anche senza, proprio come degli involtini.