25.3.15

Quiche di carciofi con brisée alle acciughe



Le ricette a volte nascono da bollettini meteo catastrofici, ritagli di tempo e gite rimandate. La domenica mattina ci doveva trovare con le macchine fotografiche in mano, intente a immortalare una meraviglia a due passi da casa: il padule di Fucecchio e la sua fauna. C'era anche chi aveva rinunciato alla amatissima trasferta bianconera per la gita fuoriporta e aveva creato il gruppo whatsapp per l'occasione: "gita in padule".
Il meteo però si è preso gioco di noi: domenica mattina grigia, in cui tutto vuoi fare fuorché andar fuori a fare foto. Così ci siamo ritrovate a sfornare quiche e altre cose buone che fanno pensare a picnic primaverili e serate informali. Un ripiego di tutto rispetto, visto il risultato. Quiche al carciofo2 l'ha definita qualcuno, visto che il ripieno è stato preparato non solo con le parti più tenere di quest'ortaggio ma anche con gli scarti e i gambi che solitamente non vengono utilizzati. La pasta brisée invece è stata preparata seguendo la ricetta di M. Roux e le istruzioni di Flavia, che l' ha proposta come ricetta per la sfida dell'mtc di questo mese. Preparate questa quiche, accompagnatela ad un bicchiere di vino rosso e ad una coperta a righe. Ovunque voi siate sembrerà primavera.





19.3.15

Un pranzo con Enrica e la nostra torta al cioccolato


Questa è la torta del “ti piace vincere facile”. Esatto avete capito bene, c’è tanto cioccolato che difficilmente chi se la trova davanti riesce a fare un passo indietro e a non prenderne una bella fetta. Lo dico con cognizione di causa, dopo averla testata. L’occasione di provare questo dolce, e testarne il potere si è materializzata lo scorso sabato. Un pranzo che ci ha viste andare a Livorno, entrare in una cucina non nostra e incontrare dal vivo persone incontrate finora solo sul web. Perché se un blog di cucina ha un senso è questo: superare il limite dello schermo del pc e non solo entrare nelle vostre cucine, ma conoscere persone che condividono la nostra stessa passione. Almeno per me è così, la voglia di condividere qualcosa che mi piace e mi fa star bene sta alla base di tutto questo. Quindi capirete quanto condividere un pasto non solo virtualmente ma nel concreto, con persone fatte di ciccia, non sia cosa da poco e condividerlo con chi coltiva la tua stessa passione è quasi un lusso. Per questo è doveroso dire grazie. Enrica ha dato vita a una bella occasione per conoscersi, dove con le gambe sotto il tavolo, le bollicine nei bicchieri e i piatti pieni ci siamo raccontate. E ci siamo conosciute. Con generosità ha aperto le porte della sua casa ad un bel gruppetto di donne accomunate dalla passione per la buona tavola. Abbiamo avuto così modo di conoscere non solo Enrica, fino ad ora “frequentata” solo virtualmente, ma anche Francesca ed Ambra, nonché di approfondire la conoscenza di Diletta e Valentina.
Un pranzo ricco, non solo per la quantità di cose mangiate e assaggiate, ma anche per la sostanza delle persone incontrate. Le ore sono scivolate veloci, le lancette dell’orologio hanno segnato il tardo pomeriggio e ci hanno colto di nuovo sedute intorno alla tavola, con ancora storie da raccontare. Da qui la promessa del “ritorno”: se Livorno è stata l’andata ci deve essere un ritorno e in attesa che si materializzi l’occasione vi lascio un pezzo di questa torta. La ricetta è di quelle sicure perché tratta dalle pagine di Alessandra, io ho solamente raddoppiato le dosi, per assicurarmi il bis, e sostituito la farina 00 con la farina di nocciole. Questa è una torta dedicata agli amanti del cioccolato e dei dolci dalla consistenza burrosa.
La ricetta è di facile esecuzione, non spaventatevi se poco dopo aver spento il forno vedrete la superficie sgonfiarsi e fare una crepa al centro. La deve fare, non avete sbagliato niente. Nel caso quella crepa al centro vi appaia brutta la soluzione è banale, capovolgetela e spolverate tutto con lo zucchero a velo.



17.3.15

Tortino di patate e carciofi


Dietro le quinte di un blog c’è sempre un pubblico che assaggia ciò che esce dalla cucina. Uno dei nostri giudici più accaniti è sicuramente colui che non a caso è stato soprannominato il “Marcus brontolone”. Una specie rara che non si sofferma solamente sulle critiche culinarie, ma che ci fornisce ogni volta degli spunti sulle foto e sui set che trova imbanditi sul piano della cucina, ci sgrida per il caos creato e prende in giro la lentezza di Marta nel rassettare. Di solito è un nostro commensale e solo in pochi casi eccezionali le parti si invertono. Stavolta è successo proprio questo: il tortino “patate e carciofi” è una delle creazioni di cui va più fiero. Con meticolosità affetta le patate e i carciofi finemente, li dispone con un disegno geometrico ben preciso all’interno della pirofila e spolvera il tutto con il suo famoso trito di erbe aromatiche. La ricetta è semplice e può essere preparata anche in anticipo e poi riscaldata leggermente al momento di essere consumata. Un piatto comodo da preparare per le cene con molte persone. Mia sorella ed io abbiamo portato il “tortino del Marcus” al pranzo al quale ci aveva invitato Enrica sabato scorso a casa sua. Non potete immaginare l’espressione del “Marcus brontolone” non appena gli ho detto che era stato spazzolato in un batter d’occhio.


13.3.15

Spaghettoni con crema di scarola


Lo scorso sabato può essere annoverato come il giorno dei fallimenti culinari. Un epic fail su tutta la linea: panini dolci non lievitati e duri come palle da tennis e un errore nelle dosi di un contorno che avrebbe potuto sfamare solo un uccellino. Infine questa pasta, pensata per la rubrica dei quindici minuti e terminata oltre il tempo massimo consentito. Sì perché con il cronometro alla mano, i quindici minuti sono arrivati prima che il tutto fosse pronto. Questo piatto è stato però solo un mezzo fallimento, se da un lato il tempo imposto dall’orologio non ci è bastato, il gusto ci ha pienamente convinte. Quindici minuti non sono sufficienti, ma in 20 minuti e poco più riuscite a portarla in tavola. Gli ingredienti sono pochi e molto semplici, quindi vi consiglio di sceglierli di ottima qualità. Vi assicuro che tra pasta e pasta c’è differenza e la stessa cosa si può dire per la scarola, le olive e i capperi. La ricetta non è certo una novità, trae infatti ispirazione dalla pizza di scarola tipica napoletana e di sicuro troverete tante altre versioni a giro per il web. Questo piatto è indicato per coloro che non possono mangiare condimenti a base di pomodoro, oppure per gli intolleranti ai formaggi. E’ davvero una buona alternativa nei casi in cui la vostra dieta sia soggetta a tali restrizioni


10.3.15

Melaccio


Ogni tanto mi soffermo ad osservare il lavoro fatto fino ad ora, i post passati e le ricette provate in questi 4 anni targati “la cucina spontanea”. Sorrido compiaciuta e divertita di fronte a tanti post e mi rendo conto che ogni ricetta ha una sua storia, un suo particolare dietro le quinte. Ricordo la stanchezza negli occhi di mia sorella mentre chiudevamo l’ultima raviola del plin o mio fratello scalpitante di fronte a dei pici mai pronti. Riguardo le prime foto, non proprio perfette. Scorrendo la lista delle ricette si notano anche delle mancanze. Una delle grandi assenti è sicuramente la torta di mele. Abbiamo cercato di rimediare, a modo nostro. Nessun grande classico di famiglia, nostra madre è una di quelle che sperimenta e ha pochi punti fermi in cucina. Così anche noi ci siamo date alla sperimentazione, usando le mele per un dolce che deve il suo nome al castagnaccio. La ricetta di partenza è di Marco Bianchi, che appunto paragona la consistenza di questa torta con quella del castagnaccio, dandole il nome di “melaccio”.