17.10.14

Insalata con lenticchie e zucca


Due domeniche fa abbiamo festeggiato un evento speciale, il compleanno del nonno materno e la nonna ne ha approfittato per riunire tutta la famiglia. Cinque cugine (ed un cugino) che da piccole si giuravano fedeltà eterna, sognavano di vivere in una casa tutte insieme e fondavano club segretissimi, che però adesso purtroppo si vedono poche volte l’anno. Queste rare occasioni quindi hanno sempre un sapore di festa, un’atmosfera natalizia anche se dicembre è ancora lontano. Stavolta in realtà erano tante le cose da festeggiare: il nonno, il compleanno della cugina e una nuova vita in arrivo.
In queste situazioni si mangia tanto e bene. Sulla lunga tavola che chiama a raccolta tre generazioni, ci sono piatti che non mancano mai: i crostini di carne, le lasagne e il magro con le patate arrosto. Piatti semplici e tradizionali.
Il pranzo festoso è terminato nel primo pomeriggio (neanche fosse un matrimonio) e dopo il caffè le conversazioni si sono spostate dalla sala da pranzo al giardino davanti casa. La giornata si è poi conclusa con una foto ricordo degna di una famiglia americana.
Dopo questa bella giornata, la sera a cena la fame era veramente poca e così ne ho approfittato per preparare una ricetta non ricetta e finire la zucca che era stata utilizzata per le girelle. Un’insalata tiepida e autunnale, che nel mio caso è diventata un piatto unico.
La qualità ideale per questo tipo di ricetta è la butternut perché poco acquosa e quindi adatta ad essere cotta in forno. Durante la cottura si ammorbidisce senza però perdere consistenza.

La zucca è stata condita con l’harissa che è una salsa di origine tunisina a base di peperoncino e spezie (aglio, cumino, coriandolo), se non l’avete a disposizione potreste sostituirla con del peperoncino e del cumino in polvere. 


14.10.14

Apple butter


Sfogliando le pagine virtuali di questo blog ci siamo rese conto di una grave mancanza. La regina per eccellenza di tutte le torte casalinghe non è mai stata presa troppo in considerazione dalle due sorelle Calugi. Non per fare da scaricabarile, ma io so benissimo di chi è la colpa, la piccoletta ha sempre messo un po’ troppi paletti: cotta no, pezzi troppo grossi nemmeno, la cannella non mi piace. Così nostra signora “la mela” è stata sempre piuttosto ignorata da questa cucina. Dal mio canto, nella battaglia di rivalutazione della mela in casa della cucina spontanea, ho cercato ogni tipo di stratagemma per fregare la sorella. Ho grattugiato le mele e le ho nascoste in una torta, ho richiesto espressamente la torta di mele come dolce di compleanno e ho fatto dei fagottini dal ripieno a sorpresa. L’ultimo di questa lunga serie è  questa ricetta qua. L’apple butter è una specie di marmellata di mele, molto diffusa in Olanda e in Germania. In questa composta non è presente il burro e il termine si riferisce solamente alla consistenza che questa acquista con la cottura prolungata e l’uso di spalmarla sul pane abbrustolito. Esiste anche una versione belga chiamata “sirop de Liège”, nella quale alle mele vengono aggiunte anche le pere. Speziata solitamente con cannella e noce moscata, ma esistono molte versioni dove sono presenti anche la vaniglia o il cardamomo.
Lo stratagemma è riuscito, è piaciuta anche alla sorella che si è portata a casa un barattolino di questa composta dolce e speziata.





10.10.14

Paté di funghi e noci


Se l’autunno chiama la zucca, ottobre chiama i funghi. Per anni non hanno fatto parte del ristretto cibo che volevo nel piatto, poi sono entrati di prepotenza nella mia dieta e per ora occupano un posto d’onore tra i cibi riscoperti da grandicella.
Ammetto che su di me suscitano un fascino che va al di la del sapore, mi piacerebbe saper riconoscere le specie, conoscere i posti segreti dove fungaioli appassionati si recano al mattino presto alla ricerca di questi frutti della terra. Ho l’impressione che sia un mondo pieno di tradizioni, pieno di segreti, come lo è il bosco dove si possono trovare. Forse più che le levatacce e la ricerca, mi piacerebbe conoscerne i segreti e le storie. Ammesso che ne esistano, è possibile che mi sia creata in testa una fantasia che si discosta dalla realtà. Almeno dalla mia, che alla fine li cerco sui banchi del mercato o al supermercato.
La ricetta della Mai, l’avevo puntata questa primavera, su “l’ora del paté” ed ho dovuto aspettare che il tempo fosse quello giusto per provarla.
Il momento giusto è stato sancito dall’arrivo delle giornate debolmente grigie, colorate dalle sfumature delle foglie degli alberi, che lasciatemelo dire, sono forse più belli adesso che in piena estate.
Questo paté prevede un mix di funghi e noci, è bene usare qualità di funghi diverse in modo da stratificare il sapore, un solo tipo porterebbe ad avere un buon sapore, ma forse monotono. Noi abbiamo apportato piccolissime modifiche, praticamente quasi irrilevanti rispetto all’originale. 




8.10.14

Girelle di zucca e scamorza


Siete avvertiti: anche per quest’anno è ufficialmente partito il tormentone zucca. Questo fine settimana infatti, ce ne siamo beatamente infischiate delle temperature sopra la media ed abbiamo iniziato a sfornare ricette dall’impronta autunnale. L’inizio di ottobre ha sintonizzato le nostre menti solo su ricette "zuccose" e così come si fa in un pranzo che si rispetti siamo partite dall’antipasto. In realtà, visto la facilità con cui possono essere addentate, sono perfette anche per un buffet in piedi o per il momento dell'aperitivo. Vista la versatilità di questa verdura siamo sicure che seguiranno altre proposte a base di zucca.
Le girelle sono state preparate con la finta sfoglia di Adriano, apportando però delle modifiche nel procedimento per mancanza di tempo. La ricetta originale infatti prevedeva la preparazione della sfoglia con un giorno di anticipo, noi abbiamo deciso all’ultimo di impiegare questa ricetta, così il riposo di un giorno è stato ridotto a tre ore. Non sarà venuta come l’originale e assomiglierà meno alla pasta sfoglia, ma è buona ugualmente. Per rendere ancora più ricca la ricetta, può essere arricchita con dei tocchetti di speck o pancetta.



2.10.14

15 minuti in cucina: le frittatine trippate


La mamma (quella della domenica sera) non sa più cosa cucinare per una famiglia sempre più esigente e con abitudini diverse. I colleghi si lamentano del tempo tiranno e del fatto che anche trenta minuti davanti ai fornelli siano già troppi. Ci sono poi gli amici che non hanno mai messo sotto il naso una foglia di basilico fresco e hanno sempre aperto un barattolo e svuotato il contenuto per condire le trofie. Abbiamo così deciso di dedicare a loro e a tutti i lettori una serie di ricette super veloci. Veloci si, ma senza trucchetti e scappatoie. Non vi proporremo mai di preparare un piatto di lasagne in mezz'ora, ma siamo comunque convinte che si possa cucinare bene ed in poco tempo con degli ottimi risultati. La mamma smetterà finalmente di rivolgersi alla concorrenza e l'amico capirà che certe volte è più veloce preparare il condimento fresco, piuttosto che aprire un barattolo. Per inaugurare questa rubrica abbiamo pensato ad una ricetta della tradizione regionale: le frittatine trippate. In toscana ci piace giocare con i nomi, arrangiarsi con quello che si ha e mantenere una certa ironia anche a tavola. Così sono nati il sugo finto, l’arrosto morto e le frittatine trippate. La frittata arrotolata e tagliata a striscioline prima di essere rimessa nel sugo, ricorda a colpo d’occhio la trippa alla fiorentina. Ci è sembrato un piatto veloce, gustoso e simpatico (perfetto per i bambini!) con il quale inaugurare la nostra nuova rubrica “15 minuti in cucina”.