Racconti in cucina: la scala di ferro

martedì, aprile 26, 2016


E' un periodo che non mi sento tanto bene. Niente di veramente grave: febbre, raffreddore, crisi di vomito, ma non riesco a tirarmene fuori. Mia moglie è una donna fantastica e si prende cura di me. La pazienza è una delle sue qualità che preferisco, insieme all'arte di cucinare: è stata lei a farmi scoprire il blog “La cucina spontanea”. Qualche volta pure io ho realizzato una delle ricette consigliate, anche se di solito è lei che cucina per entrambi.

Però.

Però, devo dire la verità. Ho un sospetto, uno di quelli che non fa dormire la notte, che mi rimbalza tra le tempie e riempie ogni mio pensiero. Qualche tempo fa ho preso un taccuino e ho iniziato a prendere appunti: devo scoprire se quello che penso è vero o è solo frutto della mia fantasia.

E' iniziato tutto quel giorno: possibile che sia solo una coincidenza?
Mia moglie aveva preparato la minestra farro e castagne, presa proprio da “La cucina spontanea”: un piatto che avevamo già sperimentato e di cui sia io che lei andiamo ghiotti. Mentre mi rimpinzavo, ho notato che il suo piatto era rimasto vuoto.

- Che fa, non mangi? - le avevo chiesto.
- No, non ho fame oggi. - aveva risposto con un sorriso. Il suo bel sorriso.

Al momento non ci avevo dato troppo peso. Capita a volte che lei non abbia fame.

Però qualche giorno dopo stessa scena: io che mi riempivo di Quinoa con zucchine e feta, mentre lei mangiava qualche foglia di insalata.

- Ho iniziato una dieta – si era giustificata, pronunciando le parole con lo stesso identico sorriso.

E' stato in quel momento che mi è venuto il sospetto. Ho iniziato ad annotare tutto, di nascosto da lei. Il taccuino lo tengo nascosto tra i miei libri. Lo apro e rileggo:

03 marzo 2016: mangiato arista all’uva Lei: broccoli e patate.
12 marzo 2016: mangiato polpettone all’uso zingaro. Lei: niente.
17 marzo 2016: mangiato risotto di zucca e capesante. Lei: una mela e uno yogurt.
  
Ho la febbre da più di un mese, ormai. Sono sempre più debole, non mi alzo quasi neanche più dal letto e le crisi di vomito persistono. Non riesco a riprendermi, nonostante il dottore mi abbia prescritto ogni tipo di medicinale e antibiotico. A volte, quando mi sveglio madido di sudore nel cuore della notte, penso che se le mie condizioni non migliorano potrei anche morire presto. Mia moglie cucina per me, ogni sera mi accarezza la testa, mi dà il bacio della buonanotte e sorride, con quel sorriso che mi scalda il cuore.

Il mio è solo un sospetto.

Ma vuoi vedere che...


Racconto liberamente ispirato da “LA SCALA DI FERRO” – GEORGES SIMENON


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2 commenti

  1. wow!
    Corro subito a cercare il libro, ho letto un solo libro di Simenon e ancora devo digerirlo.
    Però.
    Però devo dirti anch'io la verità. Non vorrei tu avessi ragione, in quel tuo sospetto... ;)

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  2. Ciao Polepole! E' un onore averti "convinto/a" a cercare il libro!
    Simenon è uno scrittore che adoro, tutta la sua produzione è interessante: sia quella che riguarda Maigret, sia la restante.

    Se ho avuto ragione ad essere sospettoso lo scoprirai alla fine del libro.. buona lettura!

    RispondiElimina

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