Risotto alla parmigiana

mercoledì, gennaio 30, 2019

Immagine contenente piatto con risotto bianco alla parmigiana


Due cose mi suonano in testa dall’inizio di questo mese:
- la Sandrelli in “Non ci resta che piangere” ed il suo “Bisogna provare, provare, provare”
- il ritornello di una canzone del Piotta, che pure io non ero cosciente di sapere, ma che evidentemente un cassetto della mia mente custodiva, che fa così “mai quest’onda mai mi affonderà. Gli squali non mi avranno mai”

Due cose diverse e lontane, che si sono unite in questi risotti. Perché per fare un risotto come si deve, bisogna “provare, provare, provare” e non lasciarsi andare troppo allo sgomento, neppure quando l’onda non viene, “quest’onda mai mi affonderà”.
Temevamo il risotto al tempo delle sfide e lo abbiamo temuto con certezza con l’inizio della mtc-scool. Paura e speranza: paura di fallire e speranza di imparare, scoprendo qualche trucchetto da chi ne sa. Il risotto è la terza lezione della mtc-scool.

Giuliana, la mitica Gallina Vintage, donna dalla quale io vorrei essere invitata a pranzo, cena e qualunque altra cosa preveda del cibo preparato da lei, ci ha fornito la ricetta del risotto alla parmigiana, spiegandoci i passaggi, facendoli vedere e bacchettando assieme alla Greta i nostri risultati. Sì perché quello di oggi non è il primo tentavo, è solo l’ultimo di una serie.

Il primo risotto è alla parmigiana, ed è fedele a quello della Giuliana. Il secondo, per la versione creativa, ha come base quello alla parmigiana a cui è stato aggiunto lo zafferano, perle di cavolo nero e scorsa di arancia. Un risotto toscano insomma.
Marta

Risotto alla parmigiana


Ingredienti per 4 persone:
400 g di riso Carnaroli
1 l circa di brodo di carne
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
70  g di burro freddissimo,  più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
poco sale

Tritate finemente la cipolla e rosolatela in una piccola padella con una noce di burro. Una volta cotta, spengete il fuoco e tenete da parte.
In una larga casseruola fondete 20 g di burro prelevandoli dal totale previsto. Quando inizia a spumeggiare unite il riso e mescolate, fino a quando “canterà” (tranquilli non il Piotta) e diventerà opalescente. Sfumate con il vino, continuando a mescolare. Una volta completata l’evaporazione dell’alcol unite il brodo bollente poco per volta, sempre mescolando.
Unite la cipolla.
Continuate la cottura ad aggiungere poco brodo per volta, man mano che viene assorbito dal riso. Una volta pronto spengete il fuoco, spostate la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare unendo il parmigiano grattugiato ed il burro.
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole  un movimento avanti-indietro. Continuate fino a quando il riso sarà diventato cremoso  e  morbido.
Servite subito.

Immagine contenente piatto con risotto giallo allo zafferano cavolo nero e arancia

Risotto con zafferano, cavolo nero e arancia

Ingredienti per 4 persone:
400 g di riso Carnaroli
1 l circa di brodo vegetale
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
70  g di burro freddissimo,  più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
120g di cavolo nero scottato
Zafferano
La scorza di mezza arancia
poco sale

Saltate in padella il cavolo nero precedentemente scottato in acqua bollente. Aggiustate di sale e tenete da parte.
Preparate il risotto come sopra decritto, avendo cura di unire lo zafferano sciolto in poca acqua calda verso la fine della cottura.
Una volta pronto il risotto, unite la scorza d’arancia grattugiate e decorate con palline di cavolo nero e servite.

Con queste due versioni di ricette partecipiamo alla terzia lezione di quella grande scuola che è l'Mtc. Ringraziando Giuliana, Greta e Maria Pia, per le dritte, le bacchettate e il tempo che ci hanno dedicato. 
(p.s questi risotti sono solo l'inizio)



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