Cerreto Guidi e i cardi alla "nonna Menica"

mercoledì, febbraio 27, 2013


Vista della Villa Medicea da Piazza Umberto I

Quando mi chiedono dove abito la risposta è sempre la solita: in un piccolo paese vicino Firenze.  Se provo ad entrare nello specifico, il mio interlocutore diventa dubbioso, in pochi conoscono Cerreto Guidi. Spesso snobbata per la più conosciuta Vinci, si trova giusto un “poggio più in là” quindi se passate da queste parti, fate una piccola deviazione, ignorate le indicazioni per la città leonardiana e iniziate a salire quella che viene chiamata la salita di “ghianduccio”. 


Dopo l’ultima curva vi apparirà un paesino arroccato sulla cima di una collina. La dove un tempo c’era un castello fatto costruire dalla famiglia dei conti Guidi, svetta ancora la torre campanaria e una villa medicea voluta da Cosimo dei Medici. Feudo dei conti Guidi in epoca medievale, Cerreto in greti muta il suo nome in onore della famiglia che per lungo tempo amministrò quest’area posizionata all’incrocio delle zone del Valdarno, del padule di Fucecchio e del Montalbano.

                                                                        Vista di San Miniato dalle colline cerretesi

Terra ricca di boschi di cerri e adatta alle battute di caccia, una volta passata sotto il controllo di Firenze, Cosimo I dei Medici volle costruire a Cerreto una residenza dove trascorrere le vacanze. La strada circolare che costituisce il centro del paese e ricorda un po’ il percorso del gioco dell’oca, si allarga in una piazza rettangolare, piazza “Nova” dominata dai ponti medicei dai quali è possibile raggiungere la villa e la Pieve di San Leonardo. 

                                                                                Vista dai Ponti Del Buontalenti

Salite la scalinata del Buontalenti, magari come facevo io da piccina, stando attenta ad appoggiare i piedini solamente sui cordoli. Una volta in cima, con le spalle alla villa lo sguardo si apre davanti a Pistoia e al Montalbano da una parte e sul padule di Fucecchio dall’altra. La villa ha sempre esercitato su di me un fascino particolare, qui la leggenda e la storia s’intrecciano per dar vita al mito del fantasma di Isabella. Innumerevoli volte mi sono fatta raccontare la storia della sfortunata ultimogenita di Cosimo I e il pensiero del suo fantasma che vaga indisturbato per le stanze della villa mi ha sempre suscitato una certa simpatia. Isabella dei Medici, trascurata dal marito, il conte Paolo Giordano Orsini, trova una nuova compagnia nel cugino di questi, Troilo. Scoperto il tradimento. Paolo Giordano farà impiccare la giovane Isabella nella villa di Cerreto, lontano da occhi indiscreti; da allora la leggenda vuole che il suo fantasma si aggiri per le stanze della villa. Quando visitare Cerreto? Senza dubbio a Settembre, quando alle finestre delle case sventolano le bandiere delle quattro contrade, la scalinata del Buontalenti fa da sfondo al Palio del Cerro e l’aria di festa si mescola alla malinconia dell’estate che se ne va.

  




Vista dai Ponti Del Buontalenti del Santuario di Santa Liberata e Faustina


































Scalinata che porta alla Pieve di San Leonardo e alla Villa Medicea





















Non potevo concludere questo post senza una ricetta che sa di casa e non potevo non farla raccontare a chi, nonostante sia ormai lontano da tanti anni, ha sempre Cerreto nel cuore.

Cardi e carciofi alla “nonna Menica”
Pulire i cardi eliminando il torsolo e la parte alta con le foglie, per togliere la parte fibrosa, quindi tagliate le costole a pezzetti lunghi 4 o 5 centimetri. Buttateli in una pentola con acqua salata e bollente e cuoceteli piano piano fino a che non saranno diventati teneri. Scolateli e asciugateli. In una padella a fondo spesso mettete dell’olio con due spicchi d’aglio schiacciati, scaldate e quando l’olio comincia a prendere colore aggiungete i pezzetti di cardo precedentemente infarinati, lasciate friggere leggermente da ambo le parti, salate, pepate se volete, spolverate con un trito di aglio e ramerino quindi proseguite la cottura aggiungendo del brodo caldo. In alcune ricette similari tratte dalla letteratura culinaria, si suggerisce di aggiungere alla fine, del parmigiano, ma nella nostra ricetta non è previsto, forse il parmigiano non abbondava alla mensa di nonna Menica. Cucinati in questo modo vengono buoni anche i carciofi.
(Gli Ancillotti detti di Ghianduccio, Francesco Ancillotti, 2000)

Nota: in realtà noi abbiamo apportato una piccola modifica (non me ce ne voglia nessuno) non spolveriamo con il trito d'aglio.












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13 commenti

  1. In effetti io volto sempre al bivio per Vinci :) ma per andare a Fucecchio passo spesso da Cerreto e mi piace veramente tanto la strada sulla costa della collina: si ha una splendida visuale!
    Grazie per questi gobbi buonissimi

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    1. Vedi!!La prossima volta, segui il nostro consiglio e fermati a fare un giro per il paese!

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  2. Michele ha fatto il servizio civile a Montopoli Val d'Arno e quelle zone le ho frequentate moltissimo: Fucecchio, castelfranco, San Miniato ci sono stata tantissime volte ma mai a Cerreto.... a mia discolpa posso dire di non essere stata neanche a Vinci... Cardi e gobbi sono una passione.

    Bimbe vi ho mandato un invito su fb per un corso di fotografia a pisa.....venite?

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    1. Annarita devi assolutamente rimediare, vieni a trovarci!Tour completo: Cerreto, Vinci e pranzetto in un ristorante della zona :))
      Ho visto l'invito!Non mi ricordo se quel fine settimana o quello dopo abbiamo un matrimonio, se siamo libere ci facciamo un pensierino!

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    2. si dai Laura è bravissima e ci saranno diverse fbloggers.....dai dai

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  3. Belle foto e bella ricetta grazie di aver diviso con noi ciaooo

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  4. Mi sto per commuovere..bellissime le foto, e le parole, sentite e lette migliaia di volte, scritte da voi mi sono sembrate così piene di affetto , e tenerezza..brave!Vi dovrebbero dare il Cerrino d'Oro!

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    1. francesca.....nell'eventualità, sarei sicuramente malato.

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  5. ....ma che bello questo post! Rie4sci a trasmettere tutto l'amore che provi per il tuo paese...un abbraccio cri

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  6. bellissime foto di un posto che sembra quasi magico.i cardi li adoro e soprattutto da noi ce ne sono in abbondanza.da provare la ricetta!

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  7. Io a Cerreto ci vengo spesso. La prossima volta passerò a trovarvi... magari mi fate ricredere sui cardi ;-)

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  8. Ciao, passavo di qui per caso...hai proprio un bel blog!
    ...e questo post si addice proprio al nostro contest "Storie intorno a un tavolo..." (http://researchandkitchen.blogspot.it/2013/02/tre-blogger-due-anni-e-un-contest.html)
    Ci farebbe piacere se partecipassi!
    a presto
    Ma.

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