Racconti in cucina: La moquequa di granchi di Dona flor

martedì, marzo 01, 2016


Quando abbiamo aperto questo spazio volevamo trasmettere un po’ della nostra passione, “far cucinare i nostri lettori”, farli entrare nella nostra cucina, incuriosirli. Forse in qualche modo ci siamo riuscite, lo dimostrano le parole qui sotto. Ringraziamo l’autore per il regalo e mettiamo il suo bel racconto vicino ai 300 biscotti di Francesca, sperando che non sia l’ultimo. Buona Lettura!

Diciamolo subito: come cuoco faccio schifo. Meglio togliere ogni dubbio. Però mi piacciono gli esperimenti, quindi un blog come “La cucina spontanea” è fonte di curiosità e territorio di sfida, per uno come me. Accendo il PC, cerco il sito tra i Preferiti e apro la pagina di una ricetta a caso, a seconda che mi senta più in vena di un primo, un secondo o un dolce. Va bene, lo ammetto: scelgo sempre un primo. Sono troppo italiano e come la pasta non ce n’è. Studio la foto del piatto analizzando ogni singolo dettaglio. Leggo gli ingredienti, immaginando (e pregustando) il sapore e il profumo di ciascuno di essi prima di passare al successivo. Recentemente, ho impersonato questo ruolo di detective culinario anche durante la lettura del romanzo “Dona Flor e i suoi due mariti”. Ecco, all’interno del blog delle sorelle Marta e Chiara mi sento un po’ come quando mi trovavo presso la “Scuola di Culinaria Sapore e Arte” di Dona Floripedes Paiva Madureira: ambiente casalingo, parole leggere, simpatia e ottima cucina. Facciamo un gioco. Assaporiamo insieme un piatto della cucina bahiana di Dona Flor: la moqueca di granchi. Per questione di spazio prendiamo solo i primi tre ingredienti.

1 tazza di latte di cocco intero, 1 tazza d'olio di dendè, kg 1 di granchi molli. 

Il cocco non è molto usato nella nostra cucina, ma lo è sicuramente in quella dello stato di Bahia, in Brasile. Quale sarà la differenza con il latte bovino? Chiudo gli occhi e lo sento: meno dolce rispetto al latte a cui siamo abituati, meno denso, dal sapore esotico e leggero. Ci siamo. Il secondo ingrediente ricorre per tutto il libro e mi ci sono subito affezionato. L’olio di dendé. Dotato di nome dalle sonorità tipicamente brasiliane, mentre leggevo mi sono reso conto che di questo alimento non avevo alcuna esperienza diretta o indiretta. Ho dovuto lavorare di fantasia. Ed ecco che lo potevo sentire avvolgere le mie papille gustative, oleoso, corposo, un po’ aspro forse, ma dal carattere allegro e deciso come solo gli abitanti di Salvador sanno essere. Buonissimo. Il colore? Verdastro. Una storia d’amore a primo “assaggio”. Una storia a lieto fine, dunque? Purtroppo no. Non potete capire quanto io ci sia rimasto male nello scoprire (da google) che l’olio di dendé non è altro che l’olio di palma. Non mi sono ancora ripreso del tutto. Maledetto World Wide Web.


(Compiti per casa per il visitatore del blog: recuperare e leggere “Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado. Immaginare il sapore e i profumi degli ingredienti di tutte le ricette delle sorelle Chiara&Marta. Compiti per casa per le sorelle Chiara&Marta: preparare la moqueca di granchi ed invitarmi a cena per l’assaggio)



Attilio Mazzoni

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4 commenti

  1. Ho adorato questo libro! l'ho letto due volte e mi sa che lo rileggerò ancora :) mi fa ammazzare dal ridere, mi fa riflettere, mi fa sentire i profumi delle meraviglie che cucina dona Flor, mi fa arrabbiare, e mi fa ridere ridere ridere! Sono follower da tempo di questo blog, lettrice silente, ma dona Flor e il suo profumo è un richiamo troppo forte!! quindi che dire... non faccio fatica a sentire il profumo dei granchi profumato con l'olio di dendè e il gusto deciso del cocco... certo, credo rimarrà nel mi immaginario, come per il caro Attilio, perché se il latte di cocco e l'olio di dendè sono facilmente reperibili, mi sa che coi granchi si rischia di prendere un bel granchio!
    Grazie, per tutto, a Chiara e Marta, e ad Attilio :)
    Tam

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    1. Cara Tamara, ci fa sempre molto piacere quando un lettore si sofferma a lasciarci un messaggio. In questo caso siamo ancora più contente perché non sai quanto teniamo a questo post e al racconto di Attilio. Un abbraccio, Chiara

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  2. Io non l'ho letto! Devo assolutamente rimediare!

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